Maggiori evidenze della letalitá del glifosato per i vertebrati

Il Dipartimento di Herpetologia della Societá Scientifica Arazandi, nel Paese Basco, ha analizzato gli effetti del diserbante GLIFOSATO ( ingrediente attivo del Roundup della Monsanto, usato nelle coltivazioni transgeniche Roundup Ready-RR), sulle specie di anfibi che si trovano in Europa. I risultati non lasciano margine a dubbi: dosi minori di quelle raccomandate dai fabbricanti producono una mortalitá assoluta per le 10 specie studiate.

Il glifosato é uno dei diserbanti piú utilizzati al mondo e la Organizzazione Mondiale della Sanitá lo classifica come lievemente tossico per gli umani. In Brasile, varie delle formulazioni a base di glifosato hanno una classificaizone tossicologica IV (Poco Tossico), e la maggioranza di queste formulazioni hanno una classificazione ambientale II, in una scala da I a IV, nella quale I rappresenta il maggior pericolo per l’ambiente e IV il minore. Peró esiste una crescente controversia circa la sicurezza del prodotto sia per la salute come per l’ambiente.

Nel 2010, la rivista Chemical Research in Toxicology[1], della Societá Americana di Chimica (ACS nella sigla in inglese) ha pubblicato una ricerca di Andrés Carrasco, capo del Laboratorio di Embriologia Molecolare della Universitá di Buenos Aires (UBA), intitolata “ Diserbanti a base di glifosato producono effetti teratogenici nei vertebrati interferendo nel metabolismo dell’acido retinoico”. Durante 30 mesi i ricercatori studiarono l’effetto del glifosato in embrioni di anfibi e i risultati dimostrarono deformazioni prodotte dal veleno in concentrazioni fino a 5.000 volte inferiori di quelle del prodotto commerciale ( 500 volte minori di quello utilizzato in agricoltura).

In nuovo studio, realizzato durante 3 anni nel Paese Basco, i risultati ecotossicologici mostrarono che le dosi raccomandate da differenti fabbricanti superano ampiamente le concentraziobi tollerate dalle specie analizzate. Gli studi hanno anche dimostrato che in dosi minori di quelle letali, che non producono la morte a breve termine, a lungo termine possono anche colpire la biolgia e il comportamento degli anfibi, come pure la loro crescita, stato di salute o capacitá di sfuggire ai predatori.

In un comunicato alla stampa[2], la Societá Scientifica Azarandi afferma che “ non rimane il minore dubbio che il glifosato colpisce negativamente gli ecosistemi naturali, soprattutto negli ambienti acquatici, dove tende a accumularsi. In questi ambienti il suo effetto viene moltiplicato, dato che il prodotto colpisce tutta la catena trofica, sia nei livelli di base, eliminando il fitoplancton che nutre molti organismi, sia in animali maggiori, come pesci e anfibi”.

Anche un altro studio recente, pubblicato in questo mese nella rivista scientifica Ecological Applications[3], indica che il glifosato é capace di provocare deformitá negli anfibi. Rick Relyea, professore di scienze biologiche e direttore del laboratorio di ecologia della Universitá di Pittsburgh, negli Stati Uniti, che da due decenni studia ecologia e ecotossicologia, ha condotto una ampia ricerca sulla tossicitá del Roundup negli anfibi ( alcuni dei suoi studi furono criticati dalla Monsanto, e le risposte del ricercatore sono pubblicate nella sua pagina, nel sito della Universitá[4]). Nel suo ultimo studio, Relyea ha collocato grandi vasche di acqua all’aria aperta contenendo molti dei componenti di aree umide naturali. Alcune vasche contenevano predatori chiusi in gabbie, i quali producono sostanze chimiche che naturalmente inducono cambiamenti nella morfologia dei girini ( come code maggiori per meglio sfuggire ai predatori). Dopo aver posto i girini in ogni vasca, il ricercatore li ha esposti a una gamma di concentrazioni di Roundup. I dati dimostrarono che la esposizione a dosi sub-letali del diserbante provocó la crescita anormale delle code dei girini. “Non é stata una sorpresa vedere che l’odore dei predatori nell’acqua ha indotto l’aumento della misura delle code dei girini”, ha dichiarato Relyea.”Questa é una risposta adattativa normale. Quello che ci ha colpito é stato che il Roundup ha indotto le stesse modificazioni. Piú ancora, la combinazione di predatori e Roundup ha portato la lunghezza delle code a diventare due volte maggiori”. Secondo Relyea, questo é il primo studio che dimostra che um pesticida é capace di indurre cambiamenti morfologici in um vertebrato animale.

“ I predatori provocano cambiamenti nel formato delle code dei girini nel modificare i suoi ormoni che si rapportano allo stress”, ha detto Relyea. “Gli stessi cambiamenti di formato verificati in funzione della esposizione al Roundup suggeriscono che il diserbante puó interferire sugli ormoni dei girini e, potenzialmente, di molti alrtri animali”.

Secondo Relyea, “la scoperta é importante perché gli anfibi servono non soltanto come barometri della salute degli ecosistemi, ma anche come un indicatore dei pericoli potenziali per le altre specie nella catena alimentare, inclusi gli umani”.

In Brasile l’uso del glifosato é aumentato esponenzialmente dopo l’introduzione delle coltivazioni transgeniche. Secondo dati divulgati dalla ANVISA ( Agenzia Nazionale di Vigilanza Sanitaria), l’uso del glifosato, in Brasile, tra il 2003 e il 2009 é saltato da 57.600 tonnellate a 300.000 tonnellate.

Il prodotto si trova anche tra i 14 ingredienti attivi che la ANVISA ha posto in rivalutazione tossicologica nel 2008. In questi processi di rivalutazione, nel caso che l’analisi delle nuove evidenze scientifiche confermino l’insicurezza del prodotto, gli organismi registranti possono determinare il cambiamento della classe tossicologica, imporre restrizioni di uso o di commercializzazione, e possono anche cancellare il registro. Ma la rivalutazione del glifosato, fino ad oggi, non é stata conclusa.

(Traduzione del padre Angelo Pansa)

EcoDebate 16.05.2012

Cupola dei Popoli per Giustizia Sociale e Ambientale:

quello che é in gioco nella Rio+20

Per l’unitá e la mobilizzazione dei popoli, in difesa della vita e dei beni comuni, giustizia sociale e ambientale contro la mercantilizzazione della Natura e la “economia verde”.

A un mese dalla Conferenza delle Nazioni Unite Rio+20, i popoli del mondo non vedono risultati positivi nel processo di negoziati che sta avvenendo nella conferenza ufficiale. Lá non si sta discutendo un bilancio del compimento degli accordi raggiunti nella Rio 92, o come modificare le cause della crisi. Il centro della discussione é focalizzato su un pacco di proposte chiamato ingannosamente di “economia verde” e la instaurazione di un nuovo sistema di governo ambientale internazionale che lo faciliti. La vera causa strutturale delle molteplici crisi é il capitalismo, con le sue forme classiche e rinnovate di dominazione, che concentra la ricchezza e produce disuguaglianza sociale, disimpiego,violenza contro il popolo e criminalizzazione di chi li denuncia. Il sistema di produzione e il consumo attuale                     – rappresentato da grandi corporazioni, mercati finanziari e i governi che garantiscono il loro mantenimento – producono e approfondano il surriscaldamento globale e la crisi climatica, la fame e la denutrizione, la perdita di foreste e della diversitá biologica e socioculturale, la contaminazione chimica, la scarsitá di acqua potabile, la desertificazione crescente dei suoli, la acidificazione dei mari, la “grilagem” di terre e la mercantilizzazione di tutti gli aspetti della vita nelle cittá e nelle campagne.

L’“economia verde”, al contrario di ció che il suo nome suggerisce, é un’altra fase della accumulazione capitalista. Niente nella “economia verde” questiona o sostituisce l’economia basata nella estrazione di combustibili fossili, e nemmeno i suoi padroni di consumo e produzione industriale. Questa economia estende l’economia sfruttatrice delle persone e dell’ambiente verso nuove aree, alimentando cosí il mito che é possibile la crescita economica infinita.

Il fallito modello economico, adesso cammuffato di verde, pretende sottomettere tutti i cicli vitali della Natura alle regole di mercato e al dominio della tecnologia, della privatizzazione e della mercantilizzazione della Natura e delle sue funzioni. Lo stesso per le conoscenze tradizionali, aumentando i mercati finanziari speculativi attraverso il mercato del carbonio, dei servizi ambientali, di compensazioni per la biodiversitá e il meccanismo REDD ( Riduzione del Disboscamento Evitato e Degradazione Forestale).

I transgenici, i pesticidi, la tecnologia Terminator, i biocarburanti, la nanotecnologia, la biologia sintetica, la vita artificiale, la geoingegneria e l’energia nucleare, tra le altre, sono presentate come “soluzioni tecnologiche” per i limiti naturali del pianeta e per le molteplici crisi, senza affrontare le vere cause che le provocano.

Oltre a questo, si promuove l’espansione del sistema alimentare industriale, uno dei maggiori fattori che causano le crisi climatiche, amnbientali, economiche e sociali, approfondendo la speculazione con gli alimenti. Con questo si favoriscono gli interessi delle corporazioni dell’ “agronegozio” in detrimento della produzione locale, dei contadini, dell’agricoltura familiare, dei popoli indigeni e delle popolazioni tradizionali, colpendo la salute di tutti.

Mediante  una strategia di negoziato nella conferenza Rio+20, alcuni governi di paesi ricchi stanno proponendo un retrocesso dei principi della Rio 92, come il principio di responsabilitá comuni e differenziate, il principio della precauzione, il diritto alla informazione e alla partecipazione. Si stanno minacciando diritti giá consolidati, come quelli dei popoli indigeni e delle popolazioni tradizionali, dei contadini, il diritto umano all’acqua, i diritti dei lavoratori e lavoratrici, degli immigranti, il diritto alla alimentazione, alla abitazione, alla cittá, i diritti della gioventú e delle donne, il diritto alla salute sessuale e riproduttiva, alla educazione ed anche i diritti culturali.

Si sta tentando di istallare i cosidetti Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (ODS) che saranno utilizzati per promuovere la “economia verde”, indebolendo sempre piú i giá insufficienti Obiettivi di Sviluppo del Millennio (ODM).

Il processo ufficiale propone di stabilire forme di “governance” ambientale mondiale che servano come amministratori e facilitatori di questa “economia verde”, con il protagonismo della Banca Mondiale e altre istituzioni finanziarie pubbliche o private, nazionali o internazionali, che promuoveranno un nuovo ciclo di indebitamento e aggiustamenti strutturali cammuffati di verde. Non puó esistere “governance” globale democratica senza terminare con la attuale cattura corporativa delle Nazioni Unite.

Ripudiamo questo processo e invitiamo tutti perché vengano a rafforzare le manifestazioni e costruzioni di alternative in tutto il mondo. Lottiamo per un cambiamento radicale nell’attuale modello di produzione e di consumo, consolidando il nostro diritto per svilupparci con modelli alternativi basati sulle molteplici realtá e modi di vita genuinamente democratici dei popoli, rispettando i diritti umani e collettivi, in armonia con la Natura e con la giustizia sociale e ambientale.

Affermiamo la costruzione collettiva di nuovi paradigmi basati sulla sovranitá alimentare, sulla agroecologia e sulla economia solidale, in difesa della vita e dei beni comuni, nella affermazione di tutti i diritti minacciati, il diritto alla terra ed al territorio, il diritto alla cittá, i diritti della Natura e delle future generazioni e la eliminazione di ogni forma di colonialismo e di imperialismo.

Invitiamo tutti i popoli del mondo ad appoggiare la lotta del popolo brasiliano contro la distruzione di uno dei piú importanti quadri legali di protezione delle foreste ( Codice Forestale), il che apre strade per altri disboscamenti a favore degli interessi dell’ “agronegozio” e dell’ingrandimento della monocoltura; e contro la istallazione del megaprogetto di Belo Monte, che colpisce la sopravvivenza e le forme di vita dei popoli della foresta e la biodiversitá amazzonica.

Rinnoviamo l’invito alla partecipazione nella Cupola dei Popoli che si realizzerá dal 15 al 23 giugno a Rio de Janeiro. Sará un punto importante nella traiettoria delle lotte globali per giustizia sociale e ambientale che stiamo costruendo fin dalla Rio 92, particolarmente a partire da Seattle, FSM, Cochabamba, dove si sono catapultate le lotte contro la OMC e la ALCA, per la giustizia climatica e contro il G 20. Includiamo anche le mobilizzazioni di massa come Occupy, Indignati, la lotta degli studenti del Cile e di altri paesi e la Primavera Araba.

Convochiamo tutti perché partecipino  alla mobilizzazione globale del 5 giugno ( Giorno Mondiale dell’Ambiente); alla mobilizzazione del giorno 18 giugno contro il G 20 ( che questa volta si concentrerá sulla “crescita verde”)  e nella marcia della Cupola dei Popoli, il giorno 20 giugno, a Rio de Janeiro e nel mondo, per giustizia sociale e ambientale, contro la “economia verde”, la mercantilizzazione della vita e in difesa dei beni comuni e dei diritti dei popoli.

Gruppo di Articolazione Internazionale della Cupola dei Popoli per Giustizia Sociale e Ambientale.    Rio de Janeiro, 12 maggio 2012.

 Il Gruppo di Articolazione (GA) Internazionale del Comitato Facilitatore per la Societá Civile nella Rio+20 (CFSC) della Cupola dei Popoli é formato da 35 reti, organizzazioni e movimenti sociali di 13 differenti paesi. I suoi rappresentanti attuano assieme al GA Nazionale ( com 40 sedi rappresentate) nel coordinamento metodologico e politico della Cupola dei Popoli, evento parallelo e critico della Rio+20, che riunirá migliaia di persone nello “Aterro do Flamengo” dal 15 al 23 giugno. 

(Traduzione del padre Angelo Pansa)


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Maggiori evidenze della letalitá del glifosato per i vertebrati

Il Dipartimento di Herpetologia della Societá Scientifica Arazandi, nel Paese Basco, ha analizzato gli effetti del diserbante GLIFOSATO ( ingrediente attivo del Roundup della Monsanto, usato nelle coltivazioni transgeniche Roundup Ready-RR), sulle specie di anfibi che si trovano in Europa. I risultati non lasciano margine a dubbi: dosi minori di quelle raccomandate dai fabbricanti producono una mortalitá assoluta per le 10 specie studiate.

Il glifosato é uno dei diserbanti piú utilizzati al mondo e la Organizzazione Mondiale della Sanitá lo classifica come lievemente tossico per gli umani. In Brasile, varie delle formulazioni a base di glifosato hanno una classificaizone tossicologica IV (Poco Tossico), e la maggioranza di queste formulazioni hanno una classificazione ambientale II, in una scala da I a IV, nella quale I rappresenta il maggior pericolo per l’ambiente e IV il minore. Peró esiste una crescente controversia circa la sicurezza del prodotto sia per la salute come per l’ambiente.

Nel 2010, la rivista Chemical Research in Toxicology[1], della Societá Americana di Chimica (ACS nella sigla in inglese) ha pubblicato una ricerca di Andrés Carrasco, capo del Laboratorio di Embriologia Molecolare della Universitá di Buenos Aires (UBA), intitolata “ Diserbanti a base di glifosato producono effetti teratogenici nei vertebrati interferendo nel metabolismo dell’acido retinoico”. Durante 30 mesi i ricercatori studiarono l’effetto del glifosato in embrioni di anfibi e i risultati dimostrarono deformazioni prodotte dal veleno in concentrazioni fino a 5.000 volte inferiori di quelle del prodotto commerciale ( 500 volte minori di quello utilizzato in agricoltura).

In nuovo studio, realizzato durante 3 anni nel Paese Basco, i risultati ecotossicologici mostrarono che le dosi raccomandate da differenti fabbricanti superano ampiamente le concentraziobi tollerate dalle specie analizzate. Gli studi hanno anche dimostrato che in dosi minori di quelle letali, che non producono la morte a breve termine, a lungo termine possono anche colpire la biolgia e il comportamento degli anfibi, come pure la loro crescita, stato di salute o capacitá di sfuggire ai predatori.

In un comunicato alla stampa[2], la Societá Scientifica Azarandi afferma che “ non rimane il minore dubbio che il glifosato colpisce negativamente gli ecosistemi naturali, soprattutto negli ambienti acquatici, dove tende a accumularsi. In questi ambienti il suo effetto viene moltiplicato, dato che il prodotto colpisce tutta la catena trofica, sia nei livelli di base, eliminando il fitoplancton che nutre molti organismi, sia in animali maggiori, come pesci e anfibi”.

Anche un altro studio recente, pubblicato in questo mese nella rivista scientifica Ecological Applications[3], indica che il glifosato é capace di provocare deformitá negli anfibi. Rick Relyea, professore di scienze biologiche e direttore del laboratorio di ecologia della Universitá di Pittsburgh, negli Stati Uniti, che da due decenni studia ecologia e ecotossicologia, ha condotto una ampia ricerca sulla tossicitá del Roundup negli anfibi ( alcuni dei suoi studi furono criticati dalla Monsanto, e le risposte del ricercatore sono pubblicate nella sua pagina, nel sito della Universitá[4]). Nel suo ultimo studio, Relyea ha collocato grandi vasche di acqua all’aria aperta contenendo molti dei componenti di aree umide naturali. Alcune vasche contenevano predatori chiusi in gabbie, i quali producono sostanze chimiche che naturalmente inducono cambiamenti nella morfologia dei girini ( come code maggiori per meglio sfuggire ai predatori). Dopo aver posto i girini in ogni vasca, il ricercatore li ha esposti a una gamma di concentrazioni di Roundup. I dati dimostrarono che la esposizione a dosi sub-letali del diserbante provocó la crescita anormale delle code dei girini. “Non é stata una sorpresa vedere che l’odore dei predatori nell’acqua ha indotto l’aumento della misura delle code dei girini”, ha dichiarato Relyea.”Questa é una risposta adattativa normale. Quello che ci ha colpito é stato che il Roundup ha indotto le stesse modificazioni. Piú ancora, la combinazione di predatori e Roundup ha portato la lunghezza delle code a diventare due volte maggiori”. Secondo Relyea, questo é il primo studio che dimostra che um pesticida é capace di indurre cambiamenti morfologici in um vertebrato animale.

“ I predatori provocano cambiamenti nel formato delle code dei girini nel modificare i suoi ormoni che si rapportano allo stress”, ha detto Relyea. “Gli stessi cambiamenti di formato verificati in funzione della esposizione al Roundup suggeriscono che il diserbante puó interferire sugli ormoni dei girini e, potenzialmente, di molti alrtri animali”.

Secondo Relyea, “la scoperta é importante perché gli anfibi servono non soltanto come barometri della salute degli ecosistemi, ma anche come un indicatore dei pericoli potenziali per le altre specie nella catena alimentare, inclusi gli umani”.

In Brasile l’uso del glifosato é aumentato esponenzialmente dopo l’introduzione delle coltivazioni transgeniche. Secondo dati divulgati dalla ANVISA ( Agenzia Nazionale di Vigilanza Sanitaria), l’uso del glifosato, in Brasile, tra il 2003 e il 2009 é saltato da 57.600 tonnellate a 300.000 tonnellate.

Il prodotto si trova anche tra i 14 ingredienti attivi che la ANVISA ha posto in rivalutazione tossicologica nel 2008. In questi processi di rivalutazione, nel caso che l’analisi delle nuove evidenze scientifiche confermino l’insicurezza del prodotto, gli organismi registranti possono determinare il cambiamento della classe tossicologica, imporre restrizioni di uso o di commercializzazione, e possono anche cancellare il registro. Ma la rivalutazione del glifosato, fino ad oggi, non é stata conclusa.

(Traduzione del padre Angelo Pansa)

EcoDebate 16.05.2012

Cupola dei Popoli per Giustizia Sociale e Ambientale:

quello che é in gioco nella Rio+20

Per l’unitá e la mobilizzazione dei popoli, in difesa della vita e dei beni comuni, giustizia sociale e ambientale contro la mercantilizzazione della Natura e la “economia verde”.

A un mese dalla Conferenza delle Nazioni Unite Rio+20, i popoli del mondo non vedono risultati positivi nel processo di negoziati che sta avvenendo nella conferenza ufficiale. Lá non si sta discutendo un bilancio del compimento degli accordi raggiunti nella Rio 92, o come modificare le cause della crisi. Il centro della discussione é focalizzato su un pacco di proposte chiamato ingannosamente di “economia verde” e la instaurazione di un nuovo sistema di governo ambientale internazionale che lo faciliti. La vera causa strutturale delle molteplici crisi é il capitalismo, con le sue forme classiche e rinnovate di dominazione, che concentra la ricchezza e produce disuguaglianza sociale, disimpiego,violenza contro il popolo e criminalizzazione di chi li denuncia. Il sistema di produzione e il consumo attuale                     – rappresentato da grandi corporazioni, mercati finanziari e i governi che garantiscono il loro mantenimento – producono e approfondano il surriscaldamento globale e la crisi climatica, la fame e la denutrizione, la perdita di foreste e della diversitá biologica e socioculturale, la contaminazione chimica, la scarsitá di acqua potabile, la desertificazione crescente dei suoli, la acidificazione dei mari, la “grilagem” di terre e la mercantilizzazione di tutti gli aspetti della vita nelle cittá e nelle campagne.

L’“economia verde”, al contrario di ció che il suo nome suggerisce, é un’altra fase della accumulazione capitalista. Niente nella “economia verde” questiona o sostituisce l’economia basata nella estrazione di combustibili fossili, e nemmeno i suoi padroni di consumo e produzione industriale. Questa economia estende l’economia sfruttatrice delle persone e dell’ambiente verso nuove aree, alimentando cosí il mito che é possibile la crescita economica infinita.

Il fallito modello economico, adesso cammuffato di verde, pretende sottomettere tutti i cicli vitali della Natura alle regole di mercato e al dominio della tecnologia, della privatizzazione e della mercantilizzazione della Natura e delle sue funzioni. Lo stesso per le conoscenze tradizionali, aumentando i mercati finanziari speculativi attraverso il mercato del carbonio, dei servizi ambientali, di compensazioni per la biodiversitá e il meccanismo REDD ( Riduzione del Disboscamento Evitato e Degradazione Forestale).

I transgenici, i pesticidi, la tecnologia Terminator, i biocarburanti, la nanotecnologia, la biologia sintetica, la vita artificiale, la geoingegneria e l’energia nucleare, tra le altre, sono presentate come “soluzioni tecnologiche” per i limiti naturali del pianeta e per le molteplici crisi, senza affrontare le vere cause che le provocano.

Oltre a questo, si promuove l’espansione del sistema alimentare industriale, uno dei maggiori fattori che causano le crisi climatiche, amnbientali, economiche e sociali, approfondendo la speculazione con gli alimenti. Con questo si favoriscono gli interessi delle corporazioni dell’ “agronegozio” in detrimento della produzione locale, dei contadini, dell’agricoltura familiare, dei popoli indigeni e delle popolazioni tradizionali, colpendo la salute di tutti.

Mediante  una strategia di negoziato nella conferenza Rio+20, alcuni governi di paesi ricchi stanno proponendo un retrocesso dei principi della Rio 92, come il principio di responsabilitá comuni e differenziate, il principio della precauzione, il diritto alla informazione e alla partecipazione. Si stanno minacciando diritti giá consolidati, come quelli dei popoli indigeni e delle popolazioni tradizionali, dei contadini, il diritto umano all’acqua, i diritti dei lavoratori e lavoratrici, degli immigranti, il diritto alla alimentazione, alla abitazione, alla cittá, i diritti della gioventú e delle donne, il diritto alla salute sessuale e riproduttiva, alla educazione ed anche i diritti culturali.

Si sta tentando di istallare i cosidetti Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (ODS) che saranno utilizzati per promuovere la “economia verde”, indebolendo sempre piú i giá insufficienti Obiettivi di Sviluppo del Millennio (ODM).

Il processo ufficiale propone di stabilire forme di “governance” ambientale mondiale che servano come amministratori e facilitatori di questa “economia verde”, con il protagonismo della Banca Mondiale e altre istituzioni finanziarie pubbliche o private, nazionali o internazionali, che promuoveranno un nuovo ciclo di indebitamento e aggiustamenti strutturali cammuffati di verde. Non puó esistere “governance” globale democratica senza terminare con la attuale cattura corporativa delle Nazioni Unite.

Ripudiamo questo processo e invitiamo tutti perché vengano a rafforzare le manifestazioni e costruzioni di alternative in tutto il mondo. Lottiamo per un cambiamento radicale nell’attuale modello di produzione e di consumo, consolidando il nostro diritto per svilupparci con modelli alternativi basati sulle molteplici realtá e modi di vita genuinamente democratici dei popoli, rispettando i diritti umani e collettivi, in armonia con la Natura e con la giustizia sociale e ambientale.

Affermiamo la costruzione collettiva di nuovi paradigmi basati sulla sovranitá alimentare, sulla agroecologia e sulla economia solidale, in difesa della vita e dei beni comuni, nella affermazione di tutti i diritti minacciati, il diritto alla terra ed al territorio, il diritto alla cittá, i diritti della Natura e delle future generazioni e la eliminazione di ogni forma di colonialismo e di imperialismo.

Invitiamo tutti i popoli del mondo ad appoggiare la lotta del popolo brasiliano contro la distruzione di uno dei piú importanti quadri legali di protezione delle foreste ( Codice Forestale), il che apre strade per altri disboscamenti a favore degli interessi dell’ “agronegozio” e dell’ingrandimento della monocoltura; e contro la istallazione del megaprogetto di Belo Monte, che colpisce la sopravvivenza e le forme di vita dei popoli della foresta e la biodiversitá amazzonica.

Rinnoviamo l’invito alla partecipazione nella Cupola dei Popoli che si realizzerá dal 15 al 23 giugno a Rio de Janeiro. Sará un punto importante nella traiettoria delle lotte globali per giustizia sociale e ambientale che stiamo costruendo fin dalla Rio 92, particolarmente a partire da Seattle, FSM, Cochabamba, dove si sono catapultate le lotte contro la OMC e la ALCA, per la giustizia climatica e contro il G 20. Includiamo anche le mobilizzazioni di massa come Occupy, Indignati, la lotta degli studenti del Cile e di altri paesi e la Primavera Araba.

Convochiamo tutti perché partecipino  alla mobilizzazione globale del 5 giugno ( Giorno Mondiale dell’Ambiente); alla mobilizzazione del giorno 18 giugno contro il G 20 ( che questa volta si concentrerá sulla “crescita verde”)  e nella marcia della Cupola dei Popoli, il giorno 20 giugno, a Rio de Janeiro e nel mondo, per giustizia sociale e ambientale, contro la “economia verde”, la mercantilizzazione della vita e in difesa dei beni comuni e dei diritti dei popoli.

Gruppo di Articolazione Internazionale della Cupola dei Popoli per Giustizia Sociale e Ambientale.    Rio de Janeiro, 12 maggio 2012.

 Il Gruppo di Articolazione (GA) Internazionale del Comitato Facilitatore per la Societá Civile nella Rio+20 (CFSC) della Cupola dei Popoli é formato da 35 reti, organizzazioni e movimenti sociali di 13 differenti paesi. I suoi rappresentanti attuano assieme al GA Nazionale ( com 40 sedi rappresentate) nel coordinamento metodologico e politico della Cupola dei Popoli, evento parallelo e critico della Rio+20, che riunirá migliaia di persone nello “Aterro do Flamengo” dal 15 al 23 giugno. 

(Traduzione del padre Angelo Pansa)